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    August 31

    Ode an die Arbeit

    Lavoro?

    Sì, forse. Sarebbe meglio. O lo abbiamo e non lo sappiamo? Perchè così dipendenti da una qualche occupazione?

    Otium necesse est.

    Die Konkurrenz schlaeft nicht. .... Endlich ein Grund zur Panik.

    Los.

     

     

    (Ode) an die Arbeit

    Sag mal - Du hast doch grade nichts zu tun
    Erklär mir Arbeit -
    Arbeit? Ja.
    Arbeit mein Freund
    - Das wird Arbeit

    Na los

    Na gut:
    Also was das Schaf da mit dem Gras macht:
    Keine Arbeit - Ach?
    Was man später mit dem Schaf macht
    Das ist Arbeit - Aha
    Generell alles was Spaß macht:
    Keine Arbeit - Och
    Generell was man im Gras macht
    Keine Arbeit - Ach so

    Wir singen:
    Ohne Arbeit wär das Leben öde
    Also sing ich müde meine kleine Ode
    An die Arbeit

    Und die Lilien auf dem Feld haben:
    Keine Arbeit - Na ja, aber
    Sie haben kein Ziel, Jens, haben kein Geld, haben
    Keine Arbeit - Das geb ich ja auch zu, aber
    Aber wer das Feld bestellt hat
    Der hat Arbeit - Hm
    Und wenn die Welt kein Feld bestellt hat?
    Trotzdem Arbeit
    Und wenn man ein Zelt auf dieses Feld stellt?
    Keine Arbeit - Oh.
    Aber wer am Morgen vor dem Zelt bellt
    Der hat Arbeit - Ach,
    Ein Hund hat Arbeit?
    Ja, der Hund hat Arbeit

    Wir singen:
    Ohne Arbeit wär das Leben öde
    Also sing ich müde meine kleine Ode
    Ohne Arbeit wär das Leben öde
    Also sing ich müde meine kleine Ode

    An die Arbeit!
    Los und eins und zwei und eins und zwei und: Fertig
    An die Arbeit!
    Los und eins und zwei und eins und zwei und:
    Du bist Preußen!
    Eins und zwei und eins und zwei und eins und zwei und: fertig
    An die Arbeit!
    Los und eins und zwei und eins und zwei und: Schluss

    Wofür man morgens aus dem Bett fällt
    Das ist Arbeit - Okay das hab ich verstanden
    Wer sein Abdomen sich zum Brett stählt:
    Das ist Arbeit - Aber das tut doch weh

    Also, der Atlas, der die Welt hält
    Der hat Arbeit - Ach, jetzt hör aber mal auf
    Wer einen Atlas für die Welt hält
    Der hat - ?
    Und der den Stein da auf den Berg rollt
    Der hat Arbeit - Jau
    Wer sein Bein hebt, übern Berg tollt:
    Keine Arbeit -
    Ja, aber Moment mal, was ist mit dem Hund - ?
    Nein, der Hund macht Arbeit
    Ah ja -

    Wir singen: Ohne Arbeit wär das Leben öde ...

    Wer ein Haus baut, einen Baum pflanzt
    der hat Arbeit - ja, ist klar
    Aber wer aus dem Haus schaut, um den Baum tanzt
    der macht Arbeit ... na ja, aber wenn...

    Jetzt reicht's aber, ihr beiden:
    An die Arbeit!

    Musik:Tourette/ Holofernes, Text: Holofernes  

    August 11

    Di passaggio...

     
    Di passaggio a Milano, prima di partire per il mare - luogo, come disse la saggia Olivia, dedito allo studio (o almeno per noi 17marzine). Non resta ordunque che fissare certi momenti ludici.
     
    Battuta della settimana: "Nella Twingo ci sono Maurizio...la Chiara....e Maurizio Farina" (Evandro, con diletto del povero Chiur)
    Alcolico della settimana: Assenzio, con piacer della Franzésca. Se la disputa però con l'Amaro Montania.
    Sigarette bisettimanali: verdi al mentolo, tettesche e montecarlesi.
    Temperatura della settimana: -15°, temporali alle ore 16,00 spaccate.
    Canzone della settimana: Iris, Goo Goo Dolls. Meglio se a conclusione della serata karaoke.
    Rumore della settimana: il cellu-taxi di Evandro
    Insulto della settimana: "pusseta" (trascrizione assolutamente fantasiosa), e "Jamaicagato er ca**o" (Mauri)
    Cibo della settimana: pizza e ketchup (nooooooooooooooooooooooooo!!!!)
    Pronuncia della settimana: Mattéo
    Personaggio Finalese: Axl e la sua Jungle!!! (v. Video)
     
    Dimentico il restante - lascio strada aperta a correzioni altrui.
     
    Bonne nuit!!
     
    August 04

    La Nuova Babilonia

     

    La Nuova Babilonia si trova sugli aerei e negli aereoporti.

    Ti domandano in inglese e rispondi in tedesco. Parli in tedesco e ti rispondono in italiano. Allora parli in italiano e ti rispondono in mezzo italiano, mezzo tedesco, mezzo a segni. Poi sull'aereo non sai come interpellare il tuo personale di volo: che lingua parleranno mai?

    Cerchi allora di rintracciare dei tratti somatico-culturali che ti facciano intuire la provenienza: quel viaggiatore è di sicuro italiano, quell'altro tedesco...e che ci fa 'sto russo qui? Il viaggio diventa un gioco che invece che "Indovina chi?" è "Indovina da dove?".

    La lingua italiana, però, è fastidiosa.

    Quando parti per la Germania ti chiedi che ci andranno mai a fare delle famigliole a BERLINO, e perchè, visto che gli italiani sono così impegnati a ritenere le mete crucche molto al di sotto delle più fiiiche Barbados-Bermuda-Mar Morto-Tropicodellosailcavolo. Al ritorno vorresti solo dimenticare che stai per tornare in Italia, che sentirai ancora quella lingua, e che non tutti si esprimeranno con qella tipica cadenza che NO, non è dura e kattiva, ma che invece ha una musicalità tutta sua e anzi molto gradevole....

    A proposito di lingue: faccio notare che le parole Haltestelle e Strassenbahn si sono trasformate nelle più internazionali Station e Tram...Unglaublich. E forse anche Wassepfeife non mantiene il suo immutevole primato capace di scalzare il caro Narghilè, cedendo a mutazioni quali Shisa (o Schischa). Testato a Friedriechshain il venerdì sera. Che tra l'altro è un Feierabend in piena regola. Provate a passare per Alexanderplatz.

    Ah, la gita a Kreuzberg comprende anche Friedrichshain.

    Ora invece si ritorna.

    Si è salutata Hannah, con i suoi giudizi negativi rivolti alla mia povera straripante valigia (21,6 Kg, ma chiusa assai facilmente). Voglio vederla, lei, alle prese con quel cavolo di tempo berlinese. Si è poi viaggiato solitariamente dalla Hbf a Bornholmerstrasse sui quasi ormai familiari mezzi della BVG [programmato ampliamento Unter den Linden-Alexanderplatzt. Ultimazione dei lavori: 2017], umsteigando almeno una volta se no non vale. Trovato il Bus 128 Richtung Tegel Flughafen partente da Osloerstrasse. Ah, reperita pure Schwedenstrasse lì nei dintorni. Mi manca solo da capire che cosa c'entri la nostra Ueckermuenderstrasse, 10 (Prenzlauerberg) col quartiere:  chi lo sappia, lo dice.

    Il Ryan è partito già venerdì senza salutare - ero in bagno. Natura premit. All'aereoporto ho mangiato una torta favolosa....W le Kuechen!

    Ma l'ereoporto di Tegel non è grande, è solo stupido. Dopo innumerevoli tentativi, ho trovato il check in.

    E ora son qui, arrivata.

    Una settimana in cui ti senti tornata a casa, eppure sei turista.

    Aspetto allora il momento di sentirmi a casa del tutto. 

    Aus der Berliner WG/2

     

    Della Germania e´ particolare l´odore.

    Sarä quella commistione di mille cucine da tutto il mondo, che ci ha fatto mangiare il primo giorno tedesco (Küchen di tutti i tipi e gusti), il secondo turco (Döner Kebab a Kreuzberg), il terzo cinese (Asia Snack alla mitica stazione di Friedrichstrasse, luogo di perdizione cibareccia), il quarto di nuovo turco (ma a Potsdam), il quinto pseudo-italiano (Carbonara, Lasagne e un´insalata Primavera che perö era tipicamente tedesca, giurin giuretto). E domani chissä. Basta che sia in un orario non meglio precisato fra le 3 e le 5 del pomeriggio.

    Forse perche´ mi trovo insieme a due simpatiche lituane che mangiano pane e formaggio all´aglio per colazione, o perche´ il primo giorno la simpatica Anne si e´ fatta pane e marmellata con brie, o semplicemente perche´ il bello di essere fuori casa e´ non avere regole - ma tanti brufoli in faccia da coltivare con amore e devozione.

    Ai soliti odori si aggiunge poi il fumo.

    Orca, e´ davvero strano vedere ancora qualcuno fumare all´ INTERNO. Dicono che e´ vietato fumare nei ristoranti, ma allora mi devono spiegare la differenza col kebabbaro, il tortaro (ovverodetto Konditorei, ad esser precisi), il di tutto un pö e via dicendo. Ich rauche gern, insomma. "Und du stirbst bald", come disse la cara Vero in quel di Würzburg. Perö gli avvertimenti dei pacchetti "Rauchen kann tödlich sein" sono messi anche sull´ombrellone pubblicitario die pub: tanto di cappello.

    Ieir giornata Schlösser und Parken: Poitsdam & Charlottenburg. Kilometri e kilometri di verde infinito, palazzi roccoccode´ e lande desolate....bello, eh!! Ma assai stancante...Solo dello sano shopping ha potuto restituire vigore a stanche membra cosi´ provate.

    Oggi l´amato Friedrich. Anche se mi hanno spostato il "Monch am See" a Monaco. E forse anche lui ha voluto seguire climi piü miti. Domani si prospettano 17 gradi. Tutto il lavoro fatto fino ad oggi per portare dei miseri 25 gradi (equivalenti a canottiera esibita sospettosamente), non sono serviti a nulla. Cosi´ anche la mia valigia di vestiti estivi.

    Comunque qui i musei sono gratis e i soldi vengono spesi in negozi H&M....Bella vita. Domani pure Müller.

    La frase del giorno e´: "Che vita triste senza vino, senza caffe´, senza carne". La vita di Hannah. Ancora non me ne capacito. Ma sarebbe ancora meglio una vita senza uomini. In fondo, portano solo problemi.

    Facciamo un pö di shopping, e dimentichiamo il resto 

    Aus der Berliner WG/1

     

    Vediamo se oggi riesco a scrivere senza cancellare....

    ...Dunque, ieri ero rimasta alla pazza scatenata hippy(e quindi vegetariana)-psicolabby-multipersonalitädistorte, che si mette a pulire il bagno a mezzanotte, impedendo alla normale gioventü di espletare le sue funzioni vitali vitalissime....Poi il tutto si e´ magicamente cancellato mentre tentavo di eliminare le sue diuretiche musiche niu eg, e quindi mi toccherä fare un riassunto del riassunto.

    Arrivata sabato (ben 4 giorni fa, un´eternitä) 28 luglio - mi dicono che oggi e´ il 31 , ma me lo avevano detto pure ieri - quindi mi fido poco. Non appena leggo "Die Poste für Deutschland" rido felice come una mongoloide, tra me e me, ma neanche tanto: sono in Germania!!!

    Lingua: benebene, non pensavo di essere ancora capace di articolare pensieri sull´universo, procacciarmi del cibo e connotare le mie esclamazioni in maniera comprensibile. Anche se la dislessia incipiente colpisce pure la lingua straniera e mi ritrovo a dire nackt al posto di nass, e comunque volevo dire trocken.....

    Giä!

    Il pensiero "vado a Berlino che fa un pö piü fresco" e la consapevolezza che avrei trovato pioggia e 17 gradi non si sono presentati al mio cervello con tutta la loro potenza. Lo fa il freddo iberico qui reperito: una morsa di ghiaccio che cancella qualsiasi molecola pensante. Da rivedere quindi il discorso precedente sotto una luce piü favorevole.

    Sono quasi due anni che non vengo qui in Germania, e al secondo giorno ne ricevo i lati negativi. Non posso entrare in un 1 €uro shop, che penso che non ho piü una casa da arredare. Penso all´ultima volta che ero qui e maledico il perche´. Salvo poi essere contenta di aver vissuto il mio passato. Perö penso anche a chi in questo paese ci vive tutti i giorni, e lo trovo ingiusto.Cerco di comprendere Berlino, ma capisco che ci dovrei VIVERE per farlo - come disse il buon Ryan-rinnegante-dell´Australia-King, ogni quartiere e´ una cittä a se con un proprio centro.

    A proposito: organizzo una gita a Kreuzberg. Ma solo Kreuzberg. Niente Reichstag, Zoo, Ku-Damm eccetra. Kreuzberg, con tanto di treno diretto da Milano. Voglio andarci con qualcuno che mi faccia visitare ogni singola maleddetta stradina (e negozio, ovvio), kebabberia, pub del cavolo. Possibile che debba venire cosi´ frustrata ogni volta?

    Intanto VEDO la cittä. Giä sul bus dall´aereoporto ho riconosciuto tutti i posti in cui ero stata. Come a casa. Sono anche stata al Cefe´ Einstein in Friedrichstrasse, dove con Giammy avevamo giampato (con giammy si giampa) il Pergamonmuseum. Terza volta al Checkpoint Charlie. Seconda al Reichstag, con tanto di manovra antiterrore per il mio spray al peperoncino e coltellino svizzero: sono davvero una potenziale Verbrecherin.

    Incetta di cd da Müller. E se capita e avanzo soldi, un passettino da Saturn non ce lo risparmiamo. Anche se vorrei tanto tornare al Flohmarkt di Prenzlauerberg di domenica: anche li´ sono stata frustrata nelle mie vanitä comperecce. Ma ho rimediato un´intervista sui Verhütungsmittel. Per fortuna che non la mandano in onda in Italia. Ora ogni telecamera che gira per Berlino in realtä cerca me.

    E qui approdo al fantastico WG - non abbreviazione di WC - nel quartiere scandinavo, esattamente fra Norweger-, Finnländische-, Dänische-, Islandischestrasse (da qualche parte di nasconderä pure Schwedischestrasse). Fermata: Bornholmerstrasse, S1, S2, S25. E´ un piacere vivere con dei veri tedeschi, eccecavolo. Hannah la Psico l´abbiamo giä conosciuta. Accompagnata dal fedele Manuel, gondoliere del Flohmarkt. Ryan scopriamo solo dopo l´arrivo essere un australiano rinnegante. Anne e´ la simpatica logorroica che dipinge la sua stanza. Luise si fa vedere poco.

    Piacevole colazione della domenica mattina sul pavimento del salotto (che e´ pure il mio giaciglio). Con Tori Amos. Fico.

    A proposito: e´ ora di levar le tende.

    Bis dann!