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日志


6月30日

La vera giungla urbana

 
Milano vive. Ma sul serio.
E' come il labirinto di pietra di Labyrinth, che cambia ogni volta che giri le spalle. Però non sempre ti frega, e allora te ne accorgi. Basta solo farci un pò più di attenzione, guardare meglio, non distrarsi nelle proprie preoccupazioni. Poi la vedi, lei che si muove e si trasforma.
E' una coda sulla circonvallazione a mezzanotte in giorno feriale senza nessun motivo se non il traffico.
E' un cantiere che asfalta la via nella notte quando tutti dormono.
E' la luce che va via per un tornado estivo.
E' l'acqua che ti entra in casa.
Sono gli alberi, e le fronde, e i cartelloni pubblicitari, e le indicazioni stradali - tutti sradicati.
 
Ti fai strada come un moderno Livingstone fra le foglia cadute.
Ma che dico foglie, sono tronchi e alberi. Prima non c'erano, oggi sono lì come simbolo di uno stravolgimento che è successo non sai quando, forse mentre guardavi la partita.
E' una giungla vera e propria.
E' un labirinto che cambia.
E' Milano.
6月28日

How soon is the nicest thing?

 
Capita che io mi fissi con una canzone. Non so se è il testo, la musica, o che, ad attirarmi.
Di solito è una canzone che conosco già bene. Non la calcolo troppo, finchè poi non arriva quel giorno particolare, preciso, per cui lei è perfetta.
E' il testo che mi cattura, credo, il momento in cui mi capita di sentirlo veramente. Non posso fare a meno di riascoltarlo all'infinito, ancora e ancora, così da tornare ai cari vecchi tempi da adolescente, quando facevo cassette con una sola canzone ripetuta all'infinito (chissà se quella con Lemon Tree stata sfasciata dal troppo nervosismo di chi la ascoltava...).
 
Divento dipendente. Una sola volta non mi basta, mi sembra che il circolo della narrazione di quei 3 o 4 minuti sia troppo esiguo perchè il mio ascoltatore interiore ne venga soddisfatto. Dovrebbe essere una sinfonia in 9 o 10 movimenti. Ma non è che voglio che cambi la canzone. Lei deve rimanere così com'è.
E allora via, un'altra volta, un altro ascolto, sperando di non perdere e invece di recuperare la magia e la meraviglia che ho provato quando mi ha colpita per la prima volta. La citerei ovunque (per tornare alla discussione precedente), e ogni giorno vorrei che risaltasse come se fosse il primo.
 
Ma non è detto che ciò che a me appare ovvio lo sia in ugual misura anche per altri. Ciò che un brano significa per te, può essere distorto da orecchie ben distanti. O sorde. O mute.
 
 
 
 
6月26日

Domanda agli esperti QUOGologhi

 
Citare. Quotare. Estrapolare.
Si pone però un dilemma: la selezione operata, che valore ha?
 
Mi spiego. Se scovo una canzone che mi stimola in tal senso, posso decidere di citarla in ben tre modi, pensate:
- Scelgo una singola frase che raccoglie tutto ciò che voglio dire perchè racchiude in poche parole tutto il mio pensiero. Non c'è bisogno di altro: eccolo lì, il mio prezioso aforisma.
- Scelgo solo certe frasi eliminando quelle che non si attengono al mio pensiero. Soprattutto in una canzone o in una poesia, certi periodi esulano dalle parole che mi servono o vanno in conflitto con il mio personale percorso emotivo.
- Scelgo alcune frasi eliminando quelle che direbbero troppo, che sarebbero troppo dirette rispetto al pensiero mascherato che voglio mettere in atto. Dopotutto, se avessi parole mie molto più esplicite le userei senza remore, senza bisogno di nascondermi dietro ad altrui parabole.
 
Ecco, come capire quale delle tre operazioni il citazionista sta mettendo in atto?
La citazione è un riferimento nascosto al testo che NON C'E', la punta dell'iceberg, l'indizio, la Presenza contro la Allusione, o invece più semplicemente dobbiamo fermarci a ciò che vediamo ignorando il contesto? Rimanere come uomini platonici incatenati davanti alla parete di una grotta fermandoci ad osservare le ombre prendendole per verità?
E chi non ha capito l'ultimio mio riferimento, come fa a capirmi?
 
Forse ci sono...Citare è semplicemente portare delle maschere.
Ma per quanto divertente il gioco si presenti ai miei occhi, prima o poi il Carnevale deve lasciare il posto alla quot(e)idianità.
 
 
 
 
 
 

«Una domanda, ragazzino: quando vai a comprare il pane, citi Shakespeare alla panettiera? (...) Preferirei che tu parlassi da te, invece di farti soccorrere da un fottuto grande scrittore. Se vuoi il mio parere, sono troppo facili le citazioni, perchè ci sono talmente tanti grandi scrittori che hanno detto talmente tante cose che non si avrebbe più bisogno di esprimere un'opinione personale»

(Martin Page, Come sono diventato stupido, 2001)

6月23日

Citazioni sincronizzate

 
I don't care where I go
When I'm with you
When I cry you don't laugh
Cause you know me.
 
(...)

You and i don't pretend we make love
I can't feel anymore than I'm singing
 
(...)
(da Peter Frampton, I'm in You, 1977)
http://quogg.blogspot.com/
6月16日

Piccole cose piacevoli successe un weekend

 
Tifare Olanda e godersi i 5 goal di una partita che non avrebbe dovuto interessarci.
Bere un milkshake in Gesa.
Andare con Vero in Smart fino a c.so Buenos Aires e fare un parcheggio strafigo.
Scovare i gratta e sosta nel tabaccaio dietro l'angolo risparmiandomi di fare tutto il Corso in cerca di omini arancioni.
Lo shopping superfluo.
Tornare a Lotto con la Smart e alternare discorsi stupidi ed esistenziali.
Vedere Vero dall'altra parte della Circonvallazione e volerle urlare dietro "Hai il mio sacchetto coi vestitiii!!".
Trovare qualcuno con cui chiacchierare il sabato sera.
Scambiarsi confidenze il sabato sera.
Hai SKYP? No checcacchio, ti telefono.
Il vino, dopo che non ne ho bevuto per settimane.
Svegliarsi all'alba delle 10 ed essere contenta di aver tempo per la doccia.
Tornare in Buenos Aires domenica mattina.
Comprare un paio di scarpe col tacco da 70 cazzuti euro.
Mettere QUELLE scarpe e camminarci benissimo.
Ho speso 83 euro di scarpe in due giorni.
Valutare che lo shopping aiuta a sentirsi più fighe quando l'autostima comincia a vacillare.
Tornare in Buenos Aires domenica pomeriggio.
Scoprire con Ele (the Killer, sempre!) il luogo dei sogni dolciari e caffeinomani consistente nel pancake, inondato di cioccolato fondente e gelato, del California.
Aggiornarsi sulle vicendevoli vite per ore.
Decidere alle 10 di sera di guardare finalmente "Il codice Da Vinci" dopo aver aspettato un anno e mezzo (Vero e Fede, lo rivedrò se necessario!) per farlo.
Guardare "Il codice Da Vinci" fino a mezzanotte quando pensavo che lo avrei lasciato a metà.
Addormentarmi pensando a quanto è bello essere donna.
6月14日

Perchè la notte....

 
A 17 anni stavo sulla finestra della mia camera ad ascoltare Because the night.
La versione dei 10,000 Maniacs.
Ascoltavo quella, su una cassettina, e anche 74-75 dei The Connels. La musica mi accompagnava, e mi faceva sperare nel futuro, o anche solo evadere dal presente.

Oggi sono ancora qui alla mia finestra, ad ascoltare la medesima canzone.
E' sabato sera.
Penso a quello che non ho. Un Sehnsucht impellente.
Mi piace il verso:
love is a ring on the telephone.
Il telefono è una parte irritante di questo periodo. E' fonte di gioie e frustrazioni e dilemmi e mutismi.

E si chatta di un amore che forse non esiste,
di sesso riparatore,
della vita che non è mai come te la aspettavi.

Sono sola a casa,
ora con gli Irishields,
se la musica non esistesse non avrei conforto.
Ma la musica a volte fa male perchè dice tutto quello che vorresti e non hai
è la voce ai tuoi desideri
che nessuno ascolta
è compagna della solitudine.

E come Leopardi sento
rumori in lontananza di vita e festa
Have I doubt, baby, when I'm alone.

A volte si ha solo bisogno di qualcuno che ci desideri.

Because the night
belongs to lovers,
because the night
belongs to us.

Un discorso estemporaneo in auto da Buenos Aires un sabato pomeriggio

 
"I miei genitori sono ad un matrimonio"
"Mia madre è a Finale"
"Federico è ad Amsterdam"
"Marco è a Parma"
"Diego è a Modena"
"Sì, con Tonio!"
"E Giammy è a Trento"
 
"In compenso tutta Tursi è qui a Milano"
 
[Io&Vero]
6月1日

La prima cinematografica

 
Amore. Punto.
O Amore...Puntini di sospensione.
 
Dopo che hai messo il punto, e quello non ha funzionato, devi ritornare all'instabilità della sospensione, al vuoto della frase che deve venire ma che non sai mai come, nè cosa sarà.
Dopo il telefilm, il film. Dopo Sex & the City, Sex & the City-il Film.
Dopo la spensieratezza della serie televisiva - dice Mereghetti - arrivano i «problemi» del cinema. Così finiti i tempi delle battaglie da singles, ci si accosta alla vita da accoppiate: l'amore è stato sì trovato, ma poi bisogna anche mantenerlo.
 
Quelle note spensierate, quelle riprese di New York, i vestiti e la moda. Un mondo effimero, forse, ma anche un paradigma che si può applicare in diversi modi alla vita di ogni donna. Per questo, non so quanto un essere maschile possa comprendere il vero tessuto di questa narrazione. Il fatto che noi donnicciole ce ne usciamo con gli occhi ancora lacrimanti, non è perchè abbiamo assistito ad una commediola da quattro soldi.
Oddio, forse all'apparenza lo è, ma quello che conta è ben altro. I problemi che tutte vivono. "Ti amo, ma è da 49 anni che ho un rapporto intenso con me stessa: amo di più me".
Le lacrime che tutte versano. "Non è tanto il fatto che è andato a letto con un'altra, è la fiducia che lui ha tradito".
Le riflessioni sui nostri ruoli. "Ecco i travestimenti riservati alle donne: o strega o gattina sexy".
Le frasi che tutte avremmo voluto dire. "Hei cazzone ambulante: sto facendo un discorso".
I tentativi di capire. "Gli uomini stronzi ti fottono sempre. Anche quelli buoni finiscono per fotterti. E tutti gli altri non sanno fottere, fidati: ho lavorato molto di gambe".
Il supporto delle amiche. "Io. Maledico. Il giorno in cui sei nato!".
 
La ricerca dell'amore. Un amore moderno, ma duraturo.
 
E le amiche.
 
 
"Perchè non importa quante volte il tuo cuore verrà spezzato. Non ce la farai mai senza le tue amiche".