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日志


4月30日

Berlin aufnehmen

Milano è la nostra città. Ci abbiamo aggiunto Berlino, che per tutti noi è un luogo speciale, un posto importante della memoria. ‘Riprendere Berlino’ ha per tema la riconquista delle cose che si sono perse, il recupero di quella sincerità assoluta che ti porta a volte a mettere in disparte l’etica e la morale. E’ una canzone sul coraggio di non voler essere eroi ad ogni costo, sulla leggerezza di spirito che è una cifra interpretativa del disco e che mancava in dischi più ‘pesanti’ come erano stati gli ultimi due. Per questo anche la canzone ha un tono molto leggero e vintage, con una melodia che assomiglia a quella di ‘Bianco Natale’…”.
 
 
 
4月29日

Cantiere o Memoria?

Der traditionsreiche Berliner Flughafen Tempelhof soll nach dem Scheitern des Volksentscheids endgültig in sechs Monaten geschlossen werden.
 
Das Ende des Flugbetriebs am 30.Oktober und die Inbesitznahme des Areals sollte dann mit einer großen Party für alle Berlinerinnen und Berliner gefeiert werden.
 
Der Senat plant auf dem Areal einen Erholungspark sowie neue Wohn- und Gewerbesiedlungen. Danach sollen auf dem fast 400 Hektar großen Gelände ein Park sowie 5000 Wohnungen entstehen. Zudem könnten dort knapp 10 000 Menschen bei neu angesiedelten Kultur- und Medienfirmen arbeiten.
 
Grünen-Bundestagsfraktionschefin Renate Künast warf dem Senat vor, es bisher "verschlafen" zu haben, sich aktiv um die "wertvolle Fläche" zu kümmern. Alle müssten sich jetzt an die Arbeit machen und den Blick nach vorn richten. Künast sagte: "Wir brauchen ein Konzept, das den besonderen Erinnerungen dieses Ortes und der Zukunft unserer Stadt gerecht wird."
 
 
L'Aeroporto internazionale di Berlino-Tempelhof (in tedesco: Zentralflughafen Berlin-Tempelhof) è un aeroporto di Berlino, situato nella parte sud del quartiere centrale di Tempelhof-Schöneberg. Tempelhof viene spesso chiamato "City-Airport" ovvero l'"aeroporto cittadino" e gestisce principalmente voli pendolari verso altre parti della Germania e verso destinazioni europee, poiché la sua pista (con poco più di 2.000m) è relativamente corta e quindi poco adatta agli aerei grossi per i voli intercontinentali.
Il vecchio terminal, originariamente costruito nel 1927, ospitò politici e celebrità da tutto il mondo durante gli anni trenta. Come parte del progetto di Albert Speer per la ricostruzione di Berlino durante il periodo nazista, all'arch.Ernst Sagebiel venne ordinato di sostituire il vecchio terminal con uno nuovo nel 1934. Il complesso di sale dell'aeroporto, e gli edifici vicini, concepiti per essere il punto di accesso all'Europa, sono ancora noti per le loro dimensioni (l'aeroporto è stato definito come il 3° più grande edificio al mondo dopo il Pentagono di Washington e il Palazzo del Parlamento di Bucarest). La Lufthansa venne fondata a Tempelhof il 6 gennaio 1926.
Per moltissimi berlinesi, Tempelhof è simbolo di valori costitutivi.
Non per il nazismo bensì per il ponte aereo, con cui tra il 1947 e il 1948 i piloti cargo americani, britannici e francesi tennero in vita Berlino che Stalin aveva isolato per via terrestre. Il "piccolo padre" voleva piegarla per fame e annetterla alla Germania Est occupata, ma i piloti occidentali sconfissero i suoi piani.
Atterravano o decollavano tra vento e tempeste, un Dc4 o un Dakota ogni 55 secondi, sulle piste di Tempelhof. Portavano carbone e cibo, medicine e sigarette.
Atterrando, lanciavano caramelle ai bambini. Per quella generazione nata nella catastrofe di fame e macerie in cui Hitler aveva gettato la Germania, i dolci piovuti dagli argentei quadrimotori della salvezza furono la prima identificazione emotiva con la democrazia. Oggi, per gli anziani Tempelhof è la Memoria, per i giovani della Berlino swinging city vivace come Londra, New York o Shanghai è la leggenda da tramandare.
Tempelhof dove negli anni Cinquanta e Sessanta arrivarono a Berlino prima Sofia Loren, John Wayne, Marylin Monroe, poi i Beatles e i Rolling Stones, a portare lo stile del mondo libero, è un luogo caro.
Dal voto dipende un po' anche l'idea che l'Europa ha della Memoria e del passato che non passa.

 
[Berliner Morgenpost, Wikipedia, Repubblica]
 
 
Ogni ritorno da Berlino è solo una parentesi prima di un ritorno a Berlino.
(Giammy)

Schöne(berg)heit

 
La bellezza.
Questione annosa, se non secolosa: cosa è bello.
Si parte da un insospettabile museo nel mezzo di Kreuzberg, che chiamerò Schwules (perchè per gli amici gaii si chiama così, mentre per altri rimarrà il mistero). Oltre alle solite riflessioni, infatti, viene da chiedersi quanto sia soggettivo il concetto di "desiderabile"; come si possano fare certe foto che non appaiono per niente "belle"; un pensiero in più sulla appendice che secondo alcuni provoca invidia femminile, secondo altri è strumento di potere o dipendenza, a seconda dell'uso che se ne fa.
 
"Eh, ma per forza che sembra brutto: guarda le statue greche e le dimensioni che gli davano!"
Questione di dimensioni? mmm...non credo. Ma controllare per capire.
 
A Milano c'è una mostra su Canova. Non che l'abbia scelta apposta per provare la mia tesi, eh. Però c'è, e il dubbio significato dell'esposizione lo lascerò a chi di dovere, anche se mi chiedo quale sia l'interesse nell'esporre solo due statue dal museo dell'Ermitage, museo che di Canova ne detiene ben 15 e di un certo rilievo. Niente Ebe, nè Eros e Psiche, dunque - ma ce ne faremo un motivo.
Ci sono però le Tre Grazie.
Quello che ho appreso: non sono classicamente proporzionate, bilanciate, belle. Ma sono comunque Belle. Ah!
E' vero, sono davvero affascinanti, e davvero Graziose: movimenti leggiadri, veli sospesi, braccia danzanti, intrecciate come una bella composizione floreale.
Certo, a me però viene anche il dubbio dell'uso di questa statua. Perchè una toccaccia la tetta all'altra, mentre la terza le porge un dolce bacino. Eh! Sarà un senso di leggiadria e incanto femmineo, ma a me sembra costruita apposta per uso e consumo prettamente maschile. mmmm!!!!!
Le forse, devo ammetterlo, sono consolanti. Se pensiamo all'estetica odierna, queste tre simpaticone non si sono potenziate petti di pollo, nè siringate il popò. Permane pure la pancetta. Lunga vita al neoclassicismo!!! direi.
 
Ah, ma forse si voleva pure sapere dell'appendice-oggetto dell'inizio del discorso. Ecco: io penso che sia stata fatta piccola proprio perchè brutta. Eh?! Non è una tesi del tutto sostenibile?!
Di sicuro, i tentativi di rendere la bellezza adolescenziale maschile parevano senz'anima: uno pestava il mosto con spalle sproporzionate; un altro aveva piedi gigantesci e un corpicino minuto; l'altro ancora....oibò, non lo ricordo proprio. Forse, ammetto, servivano esempi un pò più "corposi". Forse un bell'Eros si sarebbe difeso meglio. O forse, guardandolo da lontano da qua, mi sembra che nella sua spiritualità da amorino assomigli molto di più ad una ben più graziosa figura femminea.
 
 

canova_tre_grazie

 
 
Via da chi rinuncia e non ti lascia tentare
Via da chi ti infanga e non rinuncia a mentire
In tutti quei ricatti stesi ad aspettare
Nel dispositivo umano definito amore.

4月28日

Hörenswürdigkeiten

 
Giammy: "Abito a Pankow"
 
Giammy e Silvia: "La qualità che l'italiano sempre cerca"
 
Chiara @ Schwules Museum: "Certo che è proprio....brutto!!" (il riferimento ve lo lascio intendere, se no cippa!) "E'....è...ad uncino!"
Chiara e Giammy: "Per un rimorchio........con la qualità che l'italiano sempre cerca!!"
 
Imbiss: "Spinatzola".....la pizzetta Spinaci-Gorgonzolaaa!!!
Plakaten: "Tempelhof Retten"....Salviamo Tempelhof!!! (risultati qui! http://www.wahlen-berlin.de/ ) Vorrei segnalare che il SI non ha raggiunto il quorum: Tempelhof sembra verrà demolito....Sto già piangendo...ma questo è un altro post.
Case: "Wohnungen zu vermieten".....sogni!
 
"Nollendorfplatz" un pò a caso sempre e comunque!
 
4月25日

Milano, Brandenburg

 
Ed eccoci qui. Un inizio scontato quanto il cibo in Germania, ma da qualche parte bisogna pur iniziare. Ecco: da dove?
Milano, Brandenburg.
 
Un viaggio aspettato ben 6 mesi e mezzo può essere caricato di moolte spettative. Tanto che, quando sei lì, ti sforzi, e ti sforzi tanto, ma non riesci a credere di essere finalmente giunto alla meta. Ero a Berlino? Sul serio?
O forse è solamente perchè alla quarta volta è come tornare nel luogo che Giammy definirebbe "terzo"? Nè la casa, nè la vacanza, ma quel rifugio che a volte serve per ricaricarsi. (e spero nella giusta interpretazione del pensiero del Nostro). Ho tanto desiderato spostarmi verso le anse dello Spree che poi il tutto mi è sembrato un simpatico weekend a 2 ore di macchina da qui.
 
Forse l'esperienza più significante è stata la....U-Bahn. Ebbene sì, il viaggio si è svolto nei reconditi spazi intercelati fra scale tortuose e piastrellose e insegne su cui capeggiavano U1 Richtung Uhlandstrasse, U2 Richtung Pankow (vogliamo poter dire "abito a Pankow", che è un pò come dire "abito a Moabit" o "abito a Turmstrasse"), U9 Richtung Osloerstrasse, S....No, di S- Bahn prese proprio poche, se non la notte alle 00:37 quando ci si accorge che i mezzi su rotaie incredibilmente c.h.i.u.d.o.n.o.
 
E' tutta una gita peregrina.
Ci si sposta, ma sembra che sia mai del tutto abbastanza velocemente. Il tempo corre e io non capisco dove sia finito. Perchè l'altra parte di noi può dire di aver visto UnterdenLindenDomSynagogePergamonmuseumMuseumInsel e noi invece solo Nollendorferplatz o Schoeneberg? E' la nostra esperienza abbastanza? Abbiamo visto?
Io credo e spero, o forse è solo abituale ingordigia. Di vedere, esplorare e non averne mai abbastanza. Come capitare a Kreuzberg e ripercorrere la Oranienstrasse in vista di chissà quale altr strada invogliante...no, è tutto lì quello che vuoi, e il resto lo dovrai vivere per conto tuo.
Un viaggio non basta - serve la Vita.
 
Così te ne vai per Strassen pensando "...e se abitassi qui? In questo palazzo?". Così. Perchè sai che dentro le case sono qualcosa di particolare, e gli odori e i rumori che sentiresti sarebbero ogni giorno una scoperta di casa ritrovata.
 
Ero a Berlino? Sul serio?
 
Ero in una bolla italiana, e volevo toccare di più. Non so come fanno certe persone a capire posti diversi da casa se il gruppo si stringe attorno al palo del treno senza guardarsi attorno. Meglio più snelli, meglio poter dire "entriamo qua, anche se fa schifo: chissà cosa troveremo". A volte la Lingua sembrava arrivare da lontano. E io ora la parlerei a manetta. Parlare. Sprechen, reden und quatschen: alles.
Hier erlebt Berlin.
 
Berlino strana, Berlino variegata, Berlino imprevedibile. Non penso che la afferrerò mai.
E forse per questo tornerò a trovarla.
4月18日

Spreco

 
La settimana deve finire. Quest'ultima mezz'ora appare infinita. Ma non sembra. Due giorni nervosi, perchè il tempo non passa mai e le mie energie vanno sfogate per farmi restare in piedi. Non posso fermarmi. Non vedo l'ora di farlo.
E' solo uno sfogo.
Non sono riflessiva, solo fattiva. Devo andare, andare, andare e non fermarmi, anche rischiando un incidente. Scusate, ma è una propulsione inesorabile verso l'avanti. Altrimenti fatemi stare sotto ad un piumone. Ma per tanto tempo, mica due minuti.
Ancora 19 minuti.
Non ho più idee per impegnare il tempo.
Non digerisco con facilità l'insalata.
Ma il mio stomaco non è che sia granchè. Vabbè, ma chissefrega. Solo che, ditemi, cosa devo pensare in questi altri 17 minuti.
E' come la canzone dei Negramaro, solo un pò più lunga.
Allora riascoltiamoci ancora gli Studio.
Lavaggio del cervello.
 
Quanto tempo sprechiamo nella nostra vita?
 
 
 
 
Bend me, break me,
anyway you need me
As long as I want you
baby, it's all right
4月16日

Bergauf

 
Quando non scrivi per molto tempo, il pensiero si arrugginisce un pò. Il pensiero scrivente, s'intende. Infatti, ora che penso a scrivere, mi viene in mente solo la parola "Montagna". Una parola grande, riassuntiva e omnicomprensiva. Non so cosa aggiungere. Forse "vetta", "cielo", o "spazio visivo delimitato".
Perchè la montagna è un essere che si impone, e non puoi certo ignorarlo, passando oltre.
La montagna è iconograficamente un soggetto significativo. Ha rappresentato per molti l'aspirazione a raggiungere l'Altezza, il Cielo come Aldilà, il Divino. Un ponte fra Terra e Infinito. Scalare una montagna è per di più affare per pochi. Non c'è un'autostrada, ma mulattiere, coste, tornanti, strapiombi. Un percorso non ovvio. Ripeto, non ovvio.
 
Così quando finalmente arrivi, hai la sensazione di una conquista. Fosse anche quella di un camino, di un sapore di antico, di festa.
Tutto qui.
Poco, ma giusto. Perchè quando poi torni alla movimentata civiltà, il senso magico di una altra dimensione data dall'altezza, svanisce. Si torna al lavoro. Impellente. A tutte le pare lasciate in sospeso, ai doveri, alle preoccupazioni. Non c'è niente di divino in ciò che scruti.
 
A parte forse l'inconcepibile meraviglia per chi ti si para davanti ad un concerto. Mai notata questa mirabilia? Si ha sempre qualcuno di molto agitato davanti, e qualcuno che canta a squarciagola di dietro. E quando ti sposti a destra per vederci meglio, il tizio davanti si sporge a parlare tutto il tempo col suo compare a destra. Allora quando si libera spazio a sinistra, ti dirigi lì. E quindi il Malefico non perde occasione per alzare il braccio sinistro e spostarsi appositamente alla manca. Ma ciò che più stupisce, sono i suoi ripetuti sguardi verso di te. Sguardi curiosi e un pò stizziti, un pò alla "smettila di darmi fastidio". E perchè mai? Sono distante, sono discreta, non ti tocco, non ti fiato sul collo. Compagno Di Concerto: dimmi che ti ho fatto???
O forse è come in Duel: non c'è giustificazione per il Male.
 
La montagna cittadina è solo uno spilungone semovente piazzato fra te e un palco.
 
 
 
"Hilf dem Manne bergauf, nicht bergab."
"Aiuta l'Uomo in salita, non in discesa"
(proverbio finlandese)
 
4月9日

The right time- once in a lifetime

 
Dostojevskij si chiedeva se fosse meglio una "banale felicità o una sublime infelicità".
In effetti, non ho mai avuto dubbi nel propendere per la seconda. Sublime. La bellezza che è tale da procurarti dolore, la contemplazione dell'infinito a cui aspiriamo, la perfezione finalmente raggiunta. E, si sa, la perfezione deve pur essere pagata con qualche obolo. Nella diade c'è tutto quello che occorre.
Si è mai vista una sublime felicità? O una banale infelicità?
L'unico momento di sbandamento l'ho avuto quando una mia compagna di classe ha risposto senza esitazione: "io sono felice!". Ho ponderato quello che lei era. Vi aspettate che avesse chissà che? Ebbene no, la sua era una banalissima esistenza.
Ora ascolto una altrettanto banalissima canzone. Felice. Con molti piripiri. Diamine, è proprio bella.
Forse è questo, forse non si dovrebbe costantemente pretendere che la felicità, sempre e comunque, sia sublime. La ricerchiamo, la vogliamo e a tratti la raggiungiamo.  Eppure certi attimi bastano, così racchiusi in se stessi, nella loro semplicità. Perchè "nessuna gioia nasce senza un dolore", e fermarci invece a pensare a ciò che abbiamo, piuttosto che a quello che ci manca, sarebbe davvero meglio.
 
Così ci si ritrova a ragionare su un film di quelli semplici-semplici. Uno di quelli che in quanto a piattezza di contenuti concorre assieme a tutto un collage di commediole statunitensi adolescenziali. Però, credo, chi sa ragionare, ci ragiona pure su. Tautologicamente detto.
Essere banali, "mercificati", ricchi ed edonisti contro l'essere interiormente benestanti ma cessi. Un'altra contrapposizione, solo che questa non mi sembra altrettanto efficace. Non è vera, non esiste. E infatti la soluzione non può essere che una smaccata perdita per entrambi. Lei sceglie di essere felice "come lui la vuole". Lui fa finta di aver studiato. Sono felici? Banali ma felici? Chi lo sa, alla fine è solo finzione.
Perchè lì chi ragiona e pensa e ha un cuore sembra solo essere infelice.
 
Ma davvero, per pensare bisogna sul serio essere infelici?
 
Almeno quando c'è il sole io sorrido.
Giada, oggi c'è il sole, te ne sei accorta?
 
4月7日

Poiesi assenziale

 
L'azione separata dalle intenzioni. Uno stato puro dell'atto pratico che prescinde da qualsiasi pensiero sulla fattibilità del proprio fine. Perchè il fine è avere una fine, e molto spesso si ha solo paura di dare un nome alle cose e, si sa, una definizione può risultare stretta e limitante.
Quindi si finisce per dar fiato a locuzioni senza senso, perchè prima di avere in testa la parola si pensa solo ad esprimerla.
E' così che nascono dislessie e balbuzie con cui divertirsi assieme al crocicchio di persone che sosta davanti ad un luogo stretto ma caldo. Persone radunatesi per caso, e quindi casualmente felici. Milano è uno strano organismo che io adoro, e le piccole sorprese che riserva ogni tanto non fanno che riscaldarmi.
Così ci si può dirigere per la prima volta dopo tre anni (cavoli, era il 2005! Era Pentecoste!) al locale indiano con gettone per il pasto caldo. Virare disattenti per una crepes magistralmente farcita. Approdare, senza intenzioni precise, al sicuro King's Pub. Tanto che ci si imbatte in curiose casualità. Ma qual è? Quello sul Naviglio Pavese (e qual è il Naviglio Pavese??). Dove ho festeggiato il 19mo compleanno - ah no era il 21mo (non è indicazione troppo sicura). Dopo il primo barcone (forse ci si poteva arrivare). Dove hai mangiato al messicano (rispetto al Wizard?). No, andiamo al Wizard.
Perchè chi non coglie l'attimo fornito dall'invasione strutturale di gioventù milanese dovrà sempre pagare il suo wiskey.
Per potersi allora gustare un nero inchiostro che sciolga lingua e neuroni, scaldando braccia infreddolite, faccia da dessert a birre alla pancetta. Si ritorna a casa ad ora presta, rimandando a cervelli più funzionanti la comunicazione di verità importanti.
 
 
 
E oggi su All Music cominciano a mandare i video di LaFee,
e io sorrido sorniona.
 
Deutsche Welleeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!
 
 
Nacht - es ist Nacht
Sie liegt vor Angst
Schon so lange wach
4月6日

Fragmenta/3

 
"Sepolti in bunker di cemento sotto la città di altoparlanti c'erano gli strumenti che i musicisti avrebbero suonato a distanza dalla loro astronave: la massiccia gritarra fotonica, il basso detonatore e la batteria megabang"
 
"Non si è mai veramente soli quando si ha un papero di gomma"
 
"Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore. Basta solo farlo guarire, basta solo lasciarlo entrare.
E' tempo di imparare a guardare
E' tempo di ripulire il pensiero
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero
E' tempo di imparare a cadere
E' tempo di rinunciare al veleno
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero."
 
"Ho dipinto d’oro il giardino perchè tu sapessi cose nuove, nuovi sogni che non ti ho detto mai. Io ti porterò dove tu vorrai e poi...
...aprirò il giardino quando arriverai. Aprirò il giardino e ritroverai quel che avevi perso."
 
 
"Chiara, per l'età che hai capisci un sacco di cose. Soprattutto il non detto"
 
4月5日

Nella mia metropoli

 
La mia metropoli la si fa tutta in due giri di macchina. Le strade non le conosco bene perchè sono a ridosso del Naviglio e quindi un pò contorte. Alora che faccio, giro a casaccio e pian piano ricostruisco il percorso, così arrivo dove voglio.
 
La mia metropoli in realtà comprende anche i due paesi più vicini, perchè è difficile staccarli l'uno dall'altro e non sai mai esattamente in che parte ti trovi.
 
Nella mia metropoli c'è anche un Lidl, e lo scopro adesso anche se in realtà lo sapevo già.
 
La mia metropoli non la vedo tanto spesso, e oggi mi diverto a scoprirla col percorso arzigogolato di cui sopra.
 
La mia metropoli è piena di rotonde - e vabbè - ma anche di dossi alti dieci metri, e per questo penso di non votare più chiunque li stia costruendo - visto che siamo in clima di elezioni.
 
Nella mia metropoli ora gira una macchina più pulita. E' stato difficile sopportare gli sguardi all'autolavaggio, perchè avevo voglia di pulirla un pò di più prima di farla pulire. E comunque la dovrò ripulire ancora perchè tutto lo sporco non è che sia andato via un gran bene. Ad ogni modo,
 
nella mia metropoli c'è una macchinina tutta nera e scintillante che riflette i raggi del sole.
 
 
 
Lei gira e gira e si tiene occupata.
 
 Logo-Buccinasco-web
 
Oh, it takes a fool to remain sane
4月3日

Le note e la notte

 
Le note e la notte. Nel mio limbo fatto di oscurità una melodia ripetuta in se stessa come io ripeto i miei pensieri sparsi. Domando al buio e rispondono suoni di un mondo mio. La senti la natura dentro? I prati e i cieli. La passione e la purezza. Il mondo in cui vorrei essere ora. Dove non esistono le complicazioni di una mente preoccupata, dove essere me al grado zero.
Annullata alla me stessa più basilare.
The last night in Doolin.
 
irishields
 
 

specchio di pioggia e asfalto
oggi il mio viso è più leggero
senza pianto
solo acqua e cielo

4月2日

Passati di verdure

 
..."When love breaks down", "How can you mend a broken heart", "She's gone", "I just don't know what to do with myself" e....alcune di queste canzoni le ho ascoltate in media una volta alla settimana, da quando avevo sedici, o diciannove, o ventun anni, a oggi. Questo come potrebbe non lasciare un segno? Come potrebbe non trasformarti nel genere di persona destinata ad andare in pezzi quando il primo amore se ne va? Cosa è venuto prima, la musica o la sofferenza? Ascoltavo la musica perchè soffrivo? O soffrivo perchè ascoltavo la musica? Sono tutti quei dischi che ci fanno diventare malinconici?
 
(Nick Hornby, "Alta fedeltà")
 
A volte mi capita di pensare che certi miei stati d'animo siano provocati, piuttosto che rispecchiati, dalla musica che ascolto. A volte un qualunque oggetto riproduttore di suoni sotto effetto shuffle/random mi propone una canzone che dice esattamente quello che sto pensando. Ma davvero lo pensavo prima? O ho cominciato a pensarlo quando ho riascoltato casualmente il testo di un brano che conosco a memoria ma che non stavo calcolando?
Sono i misteri dei nuovi mezzi di riproduzione musicale. Grazie al random si affacciano alle cervella testi vecchi e nuovi, ascoltati male o bene, ora o domani. O ieri.
Una canzone torna sempre utile; magari prima la ami, ma non è ancora entrata a diritto nella tua vita quotidiana. Poi il tuo cuore va in pezzi, e lei è lì ad aspettarti. Per me è stata "Can't be with you"; ora, quando l'ascolto, non posso fare a meno di sorridere pensando a come quelle parole si siano ordinate in fila fino a giungere ad un senso compiuto, e completo.
Passati. Ricordi di quando scrivevo qui per le prime volte. Ed era già maggio, ed erano passati tanti mesi, ed ancora invece sentivo l'urgenza di dire "Quelle canzoni dicono quello che voglio dire io! Sono da ascoltare! Per favore, ascoltatele! Per favore, ascoltale TU".
Ma mai che sia successo - credo. E poi ora che importa? I passati a volte e per qualcuno sono presenti, ma per altri sono solo passati. Ricordi che seppur ricordati, in quanto ricordi non hanno atti-nenze con l'adesso. E chi può saperlo se in altre teste non è così? Quando si passa al presente davvero?
 
Quando certe assenze sono sincere?
Passati di verdure
Passati delle persone
Passati ad altre cose
Passare un traguardo
Passi in avanti


(Confide in me, tell your story)
Are you terrified to fail?
 
4月1日

La bella stagione

 
I tipi di sonno sono tanti.
Come per gli eschimesi le parole descriventi la neve sarebbero un centinaio o poco più, così anche per il sonno servirebbe un'adatta descrizione. Ho provato a cercare una mia personale classificazione. Ogni giorno testo le caratteristiche della mia sonnolenza e mi metto alla prova cercando di decidere se un caffè avrebbe più o meno, o quanto effetto. Ma è un lavoro che richiede calma e dedizione, non di certo l'urgenza di andare in ufficio. Anche se, dopotutto, allora non avrei di che testare, poichè poltrirei nel mio lettuccio fino a tardi. Gli scienziati più attenti converrebbero però che pure questo è un buon metodo di analisi del fenomeno, che riesce a scovare almeno altri 300 tipi di stanchezza come quella da troppo dormire: nevvero?
Così la mia ricerca si arena su territori troppo irti da percorrere, e ogni giorno appena sveglia mi rivolgo ai miei occhi, chiedendo loro come interpreterebbero il torpore della giornata a venire. A volte mi rispondono che non ce la fanno proprio ad aprirsi; altre, che faranno uno sforzo, ma dacci della caffeina; altre ancora, inseriscono il pilota automatico e si ritirano in zone così vellutate e sognanti che nulla li potrà mai riportare indietro.
Ma è quasi sterile parlarne proprio in un periodo che non vede la solita stanchezza primaverile. Che vede rispuntare la bella stagione. Finalmente. In tutti i sensi. E non vale davvero la pena essere troppo stanchi.
 
Chi dorme, non piglia pesci.