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12月30日 Una candelaConsumo candele come tanti giorni da abbandonare. Brucia, candela, brucia. Consuma l'anno e porta via la cera del passato. L'araba fenice rinasceva dalle sue ceneri....ma non le diam troppa retta, o ci riporterà a due anni fa.
Brucio la cera del passato. E lei, così come brucia, si scioglie e lì rimane: il passato non si cancella.
La raschio allora via facilmente, incredibile come si stacca bene.
Giù, nel cestino.
Consumo candele brutte come brutti giorni da abbandonare. Dopo forse non rimarrà nulla, ma - spero - uno spazio vuoto da riempire.
E a Capodanno mi ritrovo ancora nella mia città, che brucia in una fiammella, piccola come la mia voglia di festeggiare. Perchè non ci ho pensato? Perchè non è più un giorno da programmare? Sono troppo vuoti i giorni del riposo? O troppo freddi per una piccola candela?
Ho polenta e un buon vino,
scighera che vien su dal naviglio,
a rinfrancare per un altro pò.
12月21日 La magia di un concertoEd iniziò.
......"Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera,
il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa. Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore. Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare. E' tempo di imparare a guardare. E' tempo di ripulire il pensiero. E' tempo di dominare il fuoco. E' tempo di ascoltare davvero............ Luci. Atmosfera. Poesia. ....... 'zzo fai la foto col cellulare? -------------------------------
C'è confusione per le solite cose Perchè niente è cambiato, anche se tutto è diverso. Non c'è niente di particolare, a parte il fatto che mi manchi. ---sono visibile
12月20日 Cosa capita di ascoltare in macchinaRitorno sui miei passi E adesso contali bene Il tempo che è passato Non è una buona ragione Ho idea che non mi basti Lo scambio di un'opinione E neanche l'imbarazzo Con cui mi mostri le scuse La muta del serpente Nasconde il tuo vero nome Di chiacchiere suadenti Sono già stato a lezione .....Non mi vergogno dei miei limiti e lividi Come ti gira dopo un colpo di pistola Ti vedo un po' a corto di numeri Ci provo gusto me ne accorgo ed allora Non mi seccare coi tuoi alibi alibi. Durante questo tempo Ho vomitato rancore Ho ricucito i pezzi Ricominciato a sperare Avevi tutto quanto Anche il mio sogno migliore Hai preso ciò che serve Senza ritegno nè onore. Non mi vergogno dei miei limiti e lividi Come gira dopo un colpo di pistola Ti vedo un po' a corto di numeri Ci provo gusto me ne accorgo ed allora Non ci provare coi tuoi alibi alibi
Flow liberamente tratto da "Colpo di pistola", UnterSonika E dopotutto è Natale, e la frivolezza regna sovrana ;)
Un sorriso, forzaaaa!
12月18日 Il regalo e il panettoneDal di fuori siamo forse ipnotizzati, forse anche senza volontà. Mira desìata è il pensiero a cui sei obbligato a pensare e che ti sospinge, anche un pò irritato, di negozio in negozio.
Il regalo.
Per me però, stranamente, non è un peso da un pò di anni. E' anzi una gioia: collezionare regali che spero siano azeccati, immaginare la faccia felice di chi apre il pacchetto, pensare e ripensare alla frasetta sibillina da mettere sul bigliettino, gongolarsi se si riesce a trovare la cosa giusta per la persona giusta, divertirsi a vagare con lo sguardo fra vetrine e bancarelle. Niente negozi classici: profumi, vestiti, calze e pigiami. Nono, solo cazzate. Anche cd e libri sono un pò ovvi, ma forse di questi tempi non più.
In realtà è proprio vero che l'attrattiva, più che il regalo, la fa il pacchetto. E' l'apoteosi dell'ignoto.
Cosa ci sarà dentro? Solo della carta ci separa dal contenuto, solo la vista, perchè al tatto la Cosa mantiene la sua Forma. Posso indovinarlo dalla forma? Se poi è grande, sarà importante, e se è piccolo sarà prezioso. Classico pensare che se è tondo sia una palla, oppure..."Secondo me è uno spremidentifricio", e lo fu. Meglio averne tanti ma piccoli, o pochi ma grandi? Aprirli di tutta fretta e senza troppe cerimonie, o assaporare ogni nodo del laccetto, ogni angolino ripiegato, ogni pezzettino di scotch che viene divelto? Ogni anno, la cena con gli amici più stretti, quando ci obbilighiamo ad aprire i regali prima del 24 solo per il piacere di vedere le nostre facce e riderne insieme. Ogni anno, coi miei zii, iniziamo a mezzanotte (ma poi sono sempre le 11) e finiamo alle 3. Una maratona, anche un pò stancante - ma incredibile, mi diverto a vedere ogni singolo regalo che viene fatto a tutti.
Il regalo: a volte a certe persone non vorresti proprio farlo. Non dovrebbe essere per chi ci è legato da tanto affetto? Perchè dovrei farlo al mio nemico? O forse la magia è tutta qui: amare anche il proprio nemico - per un giorno, su 365. Che poi ci siano battaglie del tipo "io ho speso tot per lui, e lui ..'sta baggianata qua"..bè, onestamente, solo particolari. Io regalerei solo cose mie, pezzi di me. Senza bisogno di dilapidarsi, senza impazzire: il fine non è la spesa, ma il regalo.
Il regalo è un piacere: se non è buono, che piacere è?!!
P.S. Offresi febbricitante invasata per addobbi caserecci, ideazione di pasti natalizii, ascolti musicali a tema. 12月17日 Una non-storiaCome si racconta una nonstoria?
Una storia che qualcosa ha bloccato, ma che ha continuato a svilupparsi.
Materia e Antimateria. Storia e Nonstoria.
Come si racconta una cosa del genere?
Una storia che continui a vivere, senza che esista.
Un mood in cui qualcosa ti ha imprigionato.
Qualcosa: quella cosa che ha bloccato e deviato il normale svolgimento.
Qualcosa: quella cosa che ha reso la storia una antistoria.
Qualcosa: quella storia che è penetrata nell'altra, si è confusa.
E ha creato qualcosa di diverso. Una storia antistorica che sembra una nonstoria - - -
Non saprei. Come si racconta una storia che c'è, ma non dovrebbe esserci?
Eppure c'è. Senti che sta scorrendo parallela... Cosa la tiene distante?
A volte mi chiedo, sarò pazzo? Eppure ho la sensazione che quella storia sia stata interrotta.
Un inghippo, una incrinatura. Un blocco, una cristallizzazione degli eventi browniani.
Ora relegata nel nonspazio della nonstoria. Eppure è lì... Come (non) si racconta?
cit. Giammy, 2007: 16 12月10日 WeihnachtsvorbereitungenE' Natale, e nulla mi scalfisce.
E' Natale fra poco, e ora
preparo l'albero
il vin brulè
i regali
i pacchetti
i nastrini
la carta colorata o quella di giornale
le candele
le coroncine
- le metterò fuori dalla porta -
le stelle di natale
le luci
il presepe fatto con quello che ho
le coperte e i cuscini
il dolce
(no, la pasta al cioccolato non la rifaccio, non preoccupatevi)
i biscotti
la cena di Natale con gli amici
le ricette
il vino rosso
la schiaccia
il salmone sui crostini
il camino
i sorrisi
vestirmi di rosso
e bianco e verde
i cd di canzoni che ascolto ogni anno
aspettare la neve
i campanelli
le renne
le cose rosse
cantare sempre e comunque
I'm dreaming of a white christmas
jingle bells rocks
oh oh oh!
rockin' around the christmas tree
bianco nataal
oh Tannenbaum.
E' Natale e niente mi scalfirà.
Se qualcuno tenterà di farmi male
non ci penserò.
E' Natale
e sarò felice.
E vaffanc.
12月3日 Uomini-liberi? No, uomini-libri"Piacere, io mi chiamo La Repubblica di Platone"
"Ti presento Orgoglio e Pregiudizio. Sono gemelli, il primo lo chiamiamo Orgoglio, il secondo Pregiudizio, ma non credo che a loro faccia piacere"
"E quella là è Cime Tempestose"
"Io sono il Principe di Machiavelli. Come vedi, un libro non si giudica dalla copertina"
Uomini-libri.
Questo non me lo ricordavo di "Fahrenheit 451". Mi ricordavo della Grande Famiglia televisiva, dei pompieri che appiccavano incendi, dell'inutilità dei libri, dei cartelloni pubblicitari più grandi delle case perchè le macchina andavano troppo forte, e sennò come notavi la pubblicità? Ma gli uomini libro no.
Sembra un concetto pregno: se all'inizio ciò che Montague trova affascinante in un libro è che "dietro ad ogni opera c'è un uomo", ora il fatto diventa che ogni uomo è un'opera. Sapere a memoria un libro deve essere bellissimo, ti puoi ripetere qualsiasi pagina, ci pensi un attimo e - tac! - a tua disposizione.
Però non riesco ad essere d'accordo.
Il piacere di tenere in mano un libro: fa parte del tutto! Se una persona te lo racconta, è una bella storia, certo. Ma non puoi tornare indietro, andare avanti, rimasticarti le parole che leggi, farci le orecchiette, smettere quando ti stai per appisolare, metterci un segnalibro, guardare quante pagine ti mancano ancora e guardar compiaciuto quelle già lette (soprattutto se si parla del Conte di Montecristo, i Miserabili, Guerra e Pace, il signore degli Anelli, It, L'ombra dello Scorpione.......ok ok, la smetto con l'elenco). Mi piace anche tenerlo in mano, il libro. Preferisco quelli tascabili, quelli che magari stanno perfettamente nel palmo della mano. Odio i libri rigidi, e pensare che ho già tolto la superflua copertina plastificata! Averlo fotocopiato è un conto, ma ogni volta che giro la pagina devo trafficare come se fosse un papiro babilonese (va bene anche egiziano, ma la ridondanza era d'obbligo).
Il piacere del libro, insomma. Lo apri e te lo leggi - che altro? Eppure....Eppure, anche se "Fahrenheit" lo avevo già letto (quindi pfiu! sono salva da rimbrotti), il fatto è che ho guardato il film. Illudiamoci che, essendo di Truffaut, io mi senta comunque intellettualmente appagata. E' che saranno mesi che non apro un libro vero, e per divertimento. No no, non va proprio bene.
Forse Bradbury aveva davvero ragione, e finiremo per non averne più bisogno.
Penseremo che ci basta solo la tv e che "leggere rende infelici".
Non avremo nulla da fare tutto il giorno che guardare la tv.
Avremo pillole eccitanti o rilassanti pronte all'uso, per non pensare al vuoto che ci circonda.
E ci sarà una casella della posta dove denunciare chi legge.
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