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Musa di nessuno...

July 02

Indie Chic part I

 

Wavves "No Hope Kids" from Pete Ohs on Vimeo.

 

Questo è quello che è stato definito:
a) la nuova scoperta indie
b) il fenomeno rivoluzionario
c) un moccioso scassapalle.

Io mi guardo i video e sono combattuta. Il punto è la veridicità del suo atteggiamento. Essere rock è andar contro le regole (del buonsenso, dell'educazione, del perbenismo) perchè metterle in discussione è il modo migliore per riflettere su di esse e su di noi. Va bene. Ma quando tutto ciò diventa solo un gioco? Saranno i tempi, ma mi sembra tutta finzione. Finzione sua e di chi lo ascolta. Ormai provocare non ha più senso, sembra solo scimmiottamento del passato.
Mi sembra che Wavves sia tanto, tanto fumo.

June 25

aufwiedersehen

 

 
 
Hai mai pensato all'opportunità delle lacrime? Hai mai pensato che lasciare qualcosa di bello sia il fardello più amaro tra le casualità della vita? Ti conviene mostrarlo, sai? non stare zitta, o vedrai che giorni ti aspettano. Giorni di luglio a pensare, mantecare nella canicola guardando la scrivania-stambugio. Sì, quella delle tue memorie da giovane povero, quella dove studiavi, dove tramavi il futuro. Proprio quella, che rimane la stessa. Nessuno ti vedrà ripensare e rimpiangere. Perchè lo sai, cosa c'è là fuori. Le isole fatte di scalette in excel e di 00:02:45:00 da digitare in fretta, di click e video, piadine e caffè, parcheggi e fumo, modelli e acciottolato, cosumati, di interviste e alberghi, taxi e paesaggi di passaggio, tempi lunghi ma corti e catering amorevoli, strategie psicologiche e chiacchiere gustose. Queste isole non ci sono così spesso. Non hai visto tutto, non sai niente, anche se quel niente ti basta. Per ora. Sì. Ed eccola, la lacrima dentro. Ritorni a quel pensiero, se quando rifarai la stessa strada ti parrà tutto più strano. Lo sarà, cara mia, ma spero sorriderai. Un po' di nostalgia fa sempre bene, ti dimostra che hai vissuto. Riguarderai vecchie foto e ti parrà di esser stata viva. Viva e felice. Qualche volta è bello ricordarselo.
June 20

Metapop

 
 
Cercare di scrivere di musica è un problema che potrebbe diventare così snervante da sfociare in un omicidio o due.
 
1813 Nasce Richard Wagner. Non ci avrebbe messo molto a capire che era tutto solo.
1821 Nasce Charles Baudelaire. Non ci avrebbe messo molto a capire che ogni parola ha un suo aroma particolare.
1844 Nasce Friedrich Nietzsche. Non ci avrebbe messo molto a capire che il mondo è a pezzi, la verità è a pezzi, Dio è a pezzi, la sua mente è a pezzi, il linguaggio è a pezzi.
1881 Nasce Pablo Picasso. Non ci mette molto a capire che è Picasso.
 
1983 Nasce il Compact Disc.
New Order, Blue Monday. Il rock in quanto tale comincia a ballare e le cose, in quanto tali, non sono più come prima. In una storia della musica popolare, una linea tracciata da La Mont Young fino ai Duft Punk e Missy Elliott passando per i Velvet Underground, attraversa esattamente il centro ritmico di Blue Monday.
Cyndi Lauper, Girls Just Wanna Have Fun.
Sonic Youth, Confusion Is Sex
David Cronenberg, Videodrome.
Michale Jackson esegue il suo primo moonwalk in occasione delle celebrazioni di MTV per il 25° anniversario della Motown.
Madonna mostra l'ombelico.
 
 
April 27

Aspettare. Silenziosi.

 

Quel testo, quella canzone così ermetici. Il musicista sornione lo sa e lascia aperta l'interpretazione, perchè così ha da essere un testo - chè quando troppo si racconta, troppo poco alta vola la fantasia. E l'ascoltatore innocuo? Lui rivela cosa ha scorto fra quei righi, con quel risultato che tanto svela quanto ha in cuore. Perchè dai, quando appiccichi un'etichetta a qualcosa è perchè ci tieni. O questo è quello che la mia mente cospiratrice seleziona paurosa. Vede sigarette ed amori lontani, vede note sofferte e disperazioni pulsanti, rimpianti e lacrime per ciò che si è perduto. Ecco, quello che vede. Non vede note per sè, non vede il sorriso al mattino, seppur forse ne scorga l'affacciarsi. Non vede le sue, di sigarette. Non vede parole felici, o contente. La musica pulsa solo quando è triste, direte voi? O può godere della felicità, dell'amore? Io voglio crederci.
Aspetto.
 
 
Perchè non vedi che ti attendo
Ti proteggerò restando lontano
Nel silenzio
April 05

If I'm the seated woman

 

 
 
Il Pensiero è qualcosa che si muove subdolo quando non hai mani per scriverlo. E subito se ne va come questo aprile della fine degli anni Zero. Non incide più su qualcosa di produttivo, ma si affaccia alla mente solo per qualche istante, giusto il tempo di avvertire il vecchio stimolo che intima, vuole e desidera la sua freudiana sublimazione. Sempre quella, amica e compagna che ora si nega alla mente. So cosa può essere, nei più dei casi è la felicità e l'appagamento, cosa di cui essere grati e rigogliosi. Ma il guaio è quando in quella cornice cambiano i colori, e manca la forza per lottare, sancire, per esprimere. Non ho più parole perchè non scrivo, e non so parlarle perchè non ho una superficie e tempo per pensarla. Voglio le parole, o essere libera dalle nuvole nel mio quadro. Voglio restare immobile col mio parasole su una distesa d'erba verde mentre amici giocano sul prato di pasqua, e pensare a passato e futuro che si fondono in me come le due metà di un uovo che riserva la sorpresa. Tranquillità.
 
 
 
If I'm the seated woman with the parasol
I would be safe in my frame
February 12

Ricordare un anno

 

 
Un anno e 4 mesi. Il tempo scorre ed è giusto celebrarlo. Ricordare il cambiamento, e osservale le mutazioni del percorso.
Ricordo i mercoledì in Venus, attraversare il parchetto e anche una volta berci lo spumante di pasqua. In pausa pranzo. Insegnare ai mecenatesi a parcheggiare sul marciapiede. Le lunghe code la mattina, durante le quali ho imparato a truccarmi, ascoltare dischi interi, meditare i miei blog. Quanto tempo fa, il mio blog! Le cose che ronzavano in mente finchè non diventavano tanto fisiche da doverle imprimere, i pensieri turbati e una vita che cambiava tanto, eppure non si muoveva di un millimetro.
Le persone incontrate, le persone amate. Stare qui, lungo una periferia lontana, è stato un bel rifugio. Una seconda casa. Spero di tornarci il più possibile in futuro. Odiare questa strada è stato un passatempo interessante, esplorarla con il tram o con i piedi, mentre operai disinvolti ti fermano apprezzandoti stancamente. Quando uscivo in panificio, solo per fumarmi una sigaretta. Lo stress. Quando chiacchieravo solo di cani, e scoprivo nuove cose. I manicaretti da far invidia a tutto l'ufficio. La fame pantagruelica. Il passare dalla macchina alla porta d'entrata in soli due passi e non muoversi proprio. Pulire la mia scrivania, ma divertirsi a farlo con la macchina del caffè. Ah, la battaglia per il caffè! Chiudere sempre la porta, soprattutto senza rendersene conto. Il freddo. Aprire la porta a Pam Pam. Lanciare invettive contro il canide che abbaia a qualsiasi cosa si muova. Fargli le coccole (cercando di evitare i morsi). Discutere di libri e attualità, ogni tanto. Lamentarsi del lavoro. Ascoltare novità discografiche. Sentirmi dire che capisco le cose. Litigare con Myspace ma imparare a parlare con l'html e sentirmi molto geek. Sbagliare, addormentarmi, non avere la forza di pensare. Fare due ore di coda, una per ogni tangenziale. Allontanare il cestino perchè puzza di caffè. Imparare a riconoscere gli scassaballe dal tono della voce con cui telefonano. Un parco di umanità deviata che avrei dovuto registrare. Impersonare Bebè Lilly per mesi. Odiare certa musica. Apprezzare chi cerca di fare il proprio lavoro con ogni risorsa disponibile e con passione.
Tutto sommato, in questo anno e più ho vissuto.
 
 
February 05

Chiara ce l'ha con la gente rincoglionita

- Pronto...La casa discografica Cippirimerlo Capperino International di Milano? Sono...un manager, no? Indiependente. Di un ragazzo cantante. Davvero bravo. Volevo sapere qual era la procedura standard (bla bla bla) per l'invio di materiale originale (bla bla bla).
- Deve spedire tutto al nostro indirizzo, viene valutato dal nostro direttore artistico, e se è il caso la richiama.
- Ma...voi siete una Major?
- Ehm...no. [Le Major sono conosciute, sa?]
- Quindi distribuite solo in Italia
- [A parte il fatto che non distribuiamo noi, e non te lo sto a spiegare, la differenza non consiste solo in quello] Sì....
- Ah, quindi producete solo in Italia
- [sob] Sì...
- Quindi busta bianca
- Come, scusi?
- Metto tutto in busta bianca
- [bianca, rosa, puffo, come te pare!!] Ah, va bene....
- E cosa ci metto dentro...il disco, i contatti, la biografia...?
- Sì, i contatti......[basta che la smetti]
- Ok, grazie, arrivedrci
- Arrivederci [mai più!]
 
Frustrazione.
Ciao, manager.
January 16

De tranquilitas

 
Non si è tranquilli, di questi tempi. Forse non lo si è mai stati, ma chi può dire se fosse meglio il passato o il presente. Riguarda vecchie foto e senti la mancanza incredibile dei più bei momenti. Quando il mondo era una promessa e il cuore restava in pace. Quando alzarsi la mattina non era un peso e se capitava un colpo grosso avevi il piumone dalla tua parte. Quando i momenti solitari erano un rifugio, più che una trappola di pensieri.
Non si può stare tranquilli, di questi tempi, e godere dei successi - se mai ce ne sono. Nè fermare la testa ruminante, o fare un attimo il punto della situazione. Non c'è riposo per il corpo, o tregua per la mente. Siamo di nuovo qua, sempre allo stesso punto: nè evoluzione, nè qualcosa di concreto. Perchè sempre di più si vive nel presente, e avere una prospettiva del futuro sa di inconcepibile.
Ma non avere sogni, piuttosto che incubi, è terrificante.
 
January 12

La mia vetrina...

 
 

 
 
Gli Psapp sono un duo a cui piace giocare. Sintetizzano i suoni più disparati, usano, ad esempio, centrifughe e oggetti casalinghi. Ma soprattutto amano i gatti, perché come un bonario felino la loro musica si muove. Per favore, però, non associateli alla colonna sonora che gli ha dato un po’ di visibilità. Basta Grey's Anatomy.
Guardare il loro myspace: è una meraviglia. Superando la grafica di base del sito, scopriamo che Catfreunde Stiller, Einstuerzende Catbauten, Talking Cats e altri mirabolanti esempi, sono i loro idoli. E che possiedono un unicorno. Ovvio. E’ il genere di pazzia e di mondo incantato che ci vuole per approciarsi agli esperimenti di Galia e Carim. Il presente oggettino discografico arriva dopo 2 altri album, vari EP e collaborazioni sparse, e nello stesso stile continua. Continua con l’atteggiamento naif, le ritmiche simili a giocattoli, i sottofondi divertenti, le voci soffici, i testi rivolti a quell’immaginario tu cui di solito si affibbiano tutti i problemi lirici. Le cose più originali rimangono però gli esperimenti extra album, come se i Psapp dovessero essere presi con le pinze con singoli episodi (accattivante il rifacimento degli - repetita iuvant - Aristogatti con Everybody Wants To Be A Cat). Anche in Camel’s Back il flusso deve interrompersi su I Want That, lo strumentale Marshrat, Fix it. Il restante si divide fra idee carine e cose dimenticabili. Facciamo così: prima un brano, poi Stop, una pausa. E di nuovo via, a ballare coi gatti. Che sono ovviamente i loro top friends.
 
 

Le stazioni sono pericolose

 

 
Le stazioni sono luoghi pericolosi.
Le foto sono cose pericolose, a volte. Sono fatte per fermare attimi che si vogliono vedere. Ma chi non vede davanti a sè, non ritrae nulla perchè non ha il coraggio di guardare il prossimo passo.
La casa è pericolosa.
Il telefono non è solo pericoloso, ma è l'arma definitiva.
I parenti sono pericolosi, e non sanno proprio nulla di quello che dicono. Ma glielo lasceremo dire nella speranza che prima o poi abbiano ragione.
 
 
Photo 1 of 17

Chiara Leandri

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